Consigli utili per il paziente operato di protesi d'anca

Da seguire per le prime 6-10 settimane (due mesi circa) dopo l’intervento di protesi d’anca

I seguenti consigli servono a evitare la lussazione della protesi, cioè lo spostamento della testa del femore dalla sua articolazione.

Durante le prime 6-10 settimane il rischio di lussazione è elevato perché i tessuti non si sono ancora perfettamente consolidati. Esistono posizioni dell’arto inferiore che sono particolarmente pericolose per provocare questa evenienza.

In particolare la flessione dell’anca operata ad angolo retto o la rotazione dell’arto operato all’interno può provocare la lussazione dell’anca.
Vi sono tre movimenti da NON FARE:

-chinarsi a raccogliere qualcosa da terra con il ginocchio esteso;

-accavallare l’arto operato sull’altro;

-chinarsi in avanti quando si è seduti.

Di seguito vengono elencate le norme generali, le posizione sconsigliate e quelle invece utili per favorire una rapida guarigione.
Vengono inoltre descritti degli esercizi semplici da effettuarsi più volte al giorno, ricordando che il recupero della forza e della funzione dell’arto operato dipende innanzitutto dall’impegno del paziente.
Norme generali

– E’ consigliabile non aumentare di peso e se si è in sovrappeso, cercare di dimagrire. Infatti, il peso eccessivo del corpo sovraccarica la protesi ritardando il recupero della funzione dell’arto inferiore dal lato operato

Prevenzione delle trombosi venose:  l’immobilità causata dall’intervento e l’intervento stesso favoriscono l’insorgenza di trombosi delle vene dell’arto inferiore dal lato operato. La trombosi venosa può determinare embolia polmonare che rappresenta un’emergenza medica. Per 40 giorni dopo l’intervento, al paziente operato di protesi d’anca, viene somministrata eparina sottocute (Fraxiparina, Clexane etc.) che serve a prevenire l’insorgenza di trombosi venose.

– Le infezioni, siano esse a carico delle vie respiratorie , urinarie o di altre parti del corpo, possono comportare il rischio di infezione della protesi per trasporto dei germi nel sangue e loro localizzazione a livello della sede di intervento. Anche interventi odontoiatrici (come il posizionamento di protesi dentarie) predispongono alle infezioni a livello della protesi d’anca. In tutti questi casi è opportuno che il medico curante somministri una terapia con antibiotici.

– Le visite di controllo presso il centro ortopedico dove è stato effettuato l’intervento vanno effettuate ogni due-tre mesi per il primo anno e successivamente ogni 12 mesi.

In occasione di ciascuna visita di controllo, il protesizzato d’anca dovrà portare un esame radiografico dell’anca con proiezione frontale e assiale, così da permettere allo specialista una valutazione completa delle condizioni della protesi e del rapporto della protesi con l’osso.

Dormire a letto
– non appoggiarsi sul fianco dal lato operato
– porre un cuscino in mezzo alle gambe mantenendo le ginocchia lievemente flesse.
– non flettere il busto in avanti per rimboccarsi le coperte a letto. Se necessario chiedere aiuto ad un familiare o utilizzare, se disponibile, una pinza raccogli-oggetti.
– non ruotare all’interno l’arto operato: le ginocchia non devono mai “guardarsi”.
– non incrociare le gambe

Trasferimento in automobile

Non guidare durante le prime sei settimane.

In automobile come passeggero il paziente non deve sedersi nel modo usuale con l’anca flessa a 90° perché, in caso di brusca frenata, si può verificare la lussazione posteriore della protesi.

Se la vettura è a 4 porte, il paziente si siede semisdraiato sui sedili posteriori con 2 cuscini sotto la testa e le spalle.
Se il paziente deve sedersi di fianco al guidatore, lo schienale dev’essere reclinato completamente ed il paziente si mette in posizione semisdraiata con 2 cuscini sotto la testa e le spalle.

Raccogliere gli oggetti

La flessione del busto necessaria per effettuare alcuni dei seguenti movimenti può determinare la lussazione della protesi.
Si sconsiglia quindi di:
– raccogliere un oggetto caduto per terra
– rimboccarsi le coperte a letto
Per calzare le scarpe utilizzare un calzascarpe lungo.

Alzarsi dalla sedia

Evitare di flettere il busto in avanti per alzarsi dalla sedia.
La maniera consigliata è quella di far scivolare le natiche fino al bordo della sedia e poi alzarsi.

Seduti sulla sedia

– mantenere le gambe lievemente divaricate
– non accavallare mai le gambe
– evitare di stare seduti per più di un’ora consecutiva. E’ meglio alzarsi od estendersi ogni 15 minuti.
sulla poltrona – davanti alla TV non sedersi su poltrone con cuscini molli. In poltrona controllare che le ginocchia non superino in altezza il livello delle anche. Per ridurre il dislivello utilizzare un cuscino a cuneo sotto le natiche con la parte più alta rivolta posteriormente.

Sul water
Si consiglia di sedersi solo su water con sedile rialzato e con la parte posteriore più alta di quella anteriore. Esistono in commercio alzawater da adottare al proprio domicilio.
Per alzarsi dal water valgono le stesse regole descritte per alzarsi dalla sedia. In particolare bisogna controllare che nell’effettuare tale movimento le spalle siano sullo stesso piano frontale delle anche e non anteposte.

Doccia
La doccia va fatta seduti su di uno sgabello con schienale posto dentro alla cabina doccia.

Toilette
E’ sconsigliabile fare la toilette in piedi davanti al lavandino se il piano del lavandino non si trova almeno all’altezza delle anche. In quest’ultimo caso è meglio farsi la barba o lavarsi i denti seduti davanti al lavandino su di uno sgabello. Questo per evitare la flessione del tronco.

Stirare
Per stirare il piano di appoggio dell’asse da stiro deve essere almeno all’altezza delle anche. L’arto dal lato operato deve appoggiare su di uno sgabello.

Salire e scendere le scale
Esiste un modo di dire che serve a memorizzare il modo di salire e scendere le scale:
– salire le scale: l’arto “buono sale in paradiso”. I gradini si salgono sempre portando avanti l’arto non operato. Le stampelle vengono mantenute sul gradino inferiore fino a che anche l’arto operato non sia salito sul gradino
– scendere le scale: l’arto “cattivo scende all’inferno”. Si scendono i gradini portando avanti sempre l’arto operato. Le stampelle vengono posizionate sul gradino inferiore, si porta avanti prima l’arto operato e poi quello sano.

 Camminare
– si consiglia di continuare ad utilizzare le stampelle o il girello fino al controllo ambulatoriale dove si otterrà il parere favorevole dello specialista.
Per quanto riguarda il cammino e la concessione del carico libero esistono delle differenze a seconda del tipo di protesi:

. protesi cementate: questo tipo di protesi consente di sospendere l’uso del girello o delle stampelle dopo 6 settimane dall’intervento (circa un mese e mezzo). Dopo si consiglia l’utilizzo di un bastone da passeggio dal lato non operato per 4-6 mesi.

·  protesi non cementate: questo tipo di protesi non consente la sospensione dell’utilizzo del girello o delle stampelle prima di 12 settimane (circa 3 mesi). Dopo si consiglia l’utilizzo di un bastone da passeggio dal lato non operato per 4-6 mesi.
– si consiglia di guardarsi spesso allo specchio mentre si sta in piedi e si cammina per fare attenzione alle asimmetrie del passo: il movimento deve essere uguale per tutti e due gli arti inferiori e le spalle devono essere allineate sullo stesso piano.

Attività quotidiane
Tutte le attività come lavare i piatti, stirare, spolverare ecc. che comportino la flessione del busto in avanti devono essere evitate. Il piano di lavoro per svolgere tali attività deve essere all’altezza giusta per permettere l’allineamento delle spalle sullo stesso piano frontale delle anche. Le spalle non devono essere anteposte rispetto alle anche.
Per rifare i letti si consiglia si mettersi in ginocchio con un cuscino sotto alle ginocchia.

Esercizi consigliati a letto, sulla sedia e in piedi

– in posizione supina effettuare i seguenti esercizi:
1. esercizio per il quadricipite: contrarre i muscoli della coscia spingendo l’incavo delle ginocchia contro il letto e, contando fino a 5, mantenere la posizione. Poi rilassarsi.
2. esercizio per i glutei: contrarre i muscoli delle natiche , contare fino a 5 e poi rilassarsi.
3. esercizio per i glutei: con i piedi appoggiati sul letto e le anche e le ginocchia flesse, sollevare il bacino dal piano del letto, mantenere la posizione contando fino a 5 e poi rilassarsi tornando nella posizione iniziale.
4. esercizio per la caviglia: flettere ed estendere la caviglia consecutivamente più volte nella giornata.
5. esercizio per l’anca operata: a partire dalla posizione dell’esercizio n°3 forzare la flessione dell’anca afferrando la coscia con le mani. Quando si è raggiunta la massima flessione tollerata flettere ed estendere il ginocchio ripetutamente.
6. esercizio per le anche: con anche e ginocchia flesse, i piedi appoggiati sul letto: abdurre contemporaneamente entrambe le cosce. Ripetere più volte.
– in posizione laterale in appoggio sul lato sano con un cuscino tra le ginocchia:
1. esercizio per i muscoli laterali della coscia: abdurre l’arto operato, mantenere la posizione contando fino a cinque e ritornare nella posizione di partenza
2. esercizio per le articolazioni di anca e ginocchio: flettere ed estendere consecutivamente anca e ginocchio dal lato operato con piede a martello.

– in posizione prona esercizio per i muscoli posteriori della coscia: flettere il ginocchio e poi estendere l’anca sollevando per quanto possibile l’arto dal piano del letto con piede a martello.

– in posizione seduta esercizio per il quadricipite: flettere ed estendere consecutivamente le ginocchia. Dopo un mese dall’intervento ripetere l’esercizio con un peso legato alla caviglia ( es. 1Kg di zucchero, iniziando per i primi due tre giorni con 1/2 Kg)

– in piedi con le mani appoggiate sullo schienale di una seggiola o su di un tavolo:
1. flettere ed estendere consecutivamente l’arto operato a livello di anca, ginocchio e caviglia. 2. abdurre l’anca operata , contare fino a 5 e ritornare nella posizione di partenza

– esercizi da effettuarsi dopo che lo specialista ortopedico avrà concesso il carico completo:
1. in carico sulle punte contare fino a 5 e poi ritornare nella posizione di partenza
2. in carico sui talloni contare fino a 5 e poi tornare nella posizione di partenza

Tutti questi suggerimenti servono a garantire che l’intervento a cui si è stati sottoposti continui a dare risultati soddisfacenti nel corso degli anni. Una protesi danneggiata, come un’automobile rotta, va sostituita e può rendersi necessario un nuovo intervento

 

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