Giusti comportamenti per uricemici

Evitare l’aumento di peso e gli eccessi alimentari. Quest’ultimi in particolare sono dei veri e propri elementi scatenanti l’attacco gottoso.


Abolire gli alimenti che contengono elevate quantità di purine. Ma non tutti gli alimenti, di origine vegetale o animale contenenti purine sono dannosi per chi ne soffre. Infatti, il rischio di sviluppare la gotta non è associato né alla quantità finale di alimenti proteici, né agli alimenti vegetali ricchi di purine. Le carni di pollo e le altre carni bianche, per esempio, non hanno dimostrato di essere associate a un aumento del rischio come pure i cereali. Inoltre hanno dimostrato di contenere un basso tenore di purine i legumi, come fagioli e piselli, le uova e i formaggi magri.
In particolare i risultati suggeriscono che i latticini a basso contenuto di grassi possono avere addirittura un’azione preventiva: “Bere più di due bicchieri di latte al giorno riduce del 50% il rischio di sviluppare la gotta”.

Il ruolo dell’alimentazione e in particolare delle purine nella patogenesi della gotta è sempre stato considerato possibile ma mai provato da studi scientifici, quindi i dati ottenuti sono un’importante evidenza che non tutte le purine hanno un effetto deleterio. E, anche se non se ne conosce il motivo, è probabile che non solo siano diverse le quantità di purine contenute negli alimenti, ma che ne esistano di differenti tipi nella carne, nel pesce e nei vegetali o, ancora, che le purine provenienti dalle varie fonti vengano assorbite in modo diverso dall’organismo

Evitare un’alimentazione troppo ricca di grassi

Un aumento del rischio  per ogni portata di carne (manzo, agnello, maiale) in più consumata quotidianamente e  per ogni portata di pesce in più alla settimana. Fegato, rognone, cuore, aringa, sgombro, acciuga e trota sono fonti particolarmente ricche di purine


Ridurre drasticamente gli alimenti ricchi di saccarosio e di fruttosio in quanto la sintesi endogena dell’acido urico deriva proprio dal metabolismo di queste sostanze. Dunque no ai dolci e ad alcuni frutti troppo ricchi in fruttosio, come uva, banane, fichi, cachi, ciliege, amarene, frutta secca in genere.

Abolire lo zucchero e i dolcificanti a base di fruttosio. Via libera, invece, a caffè e tè, un tempo banditi dalla tavola del gottoso.

Abolire o ridurre al massimo gli alcolici, in quanto stimolano anch’essi la sintesi endogena dell’acido urico.

Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico con le urine non dimenticate mai di abbondare con l’acqua, meglio se di tipo oligominerale, almeno 2 litri al giorno.

 

 

 

 

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