MONOLOGO DELL’OROLOGIAIO

Vivo in un battito del tempo.
Da bambino odiavo il suono monocorde
del tempo a casa di mio padre,
il coro dei suoi orologi a muro
che ripetevano la stessa musica.
E dunque allora, cosa s’è fatto il tempo di mio padre,
la sua feroce orologeria implacabile?
Io invidiavo da bambino il paesano
che dava l’ora quando s’indorava il giorno,
quando sull’albero cambiavano le luci.
Adesso amo il rintocco dell’orologio,
lo scampanio delle mie ore.
In ognuna di esse
cresce il passato, di cui sono popolato.
Non tutti vivono la stessa ora,
lo stesso divenire.
L’anziana che oggi si lasciò nel mio ufficio
il suo orologio, il pilota d’aereo che misura il tempo
nel manuale dei suoi voli.
La guardia notturna registra le ore
con lentezza da sogno
e coprendo gli orologi
non si riesce a fermare il tempo.
Esiste qualcos’altro che scorra
più del tempo?

JUAN MANUEL ROCA

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