UN NUOVO APPROCCIO ALLA LOMBALGIA

O’Sullivan, British Journal of Sports Medicine, 2011

In un editoriale pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, O’Sullivan afferma che l’approccio dominante alla lombalgia (LBP) nella medicina moderna è fuori moda e inefficace.


Il ricercatore australiano fa il punto sulla situazione negli Stati Uniti, dove il LBP è la seconda causa principale di disabilità. E, malgrado gli sforzi, la disabilità correlata al mal di schiena continua ad aumentare.
“Per trattare la lombalgia è in aumento esponenziale l’uso di terapie fisiche, famaci oppioidi, infiltrazioni spinali, sostituzione dei dischi e chirurgia di fusione. Alla base di tutto ciò c’è la convinzione che il LBP sia provocato da un danno anatomico e dovrebbe essere trattato secondo un modello biomedico,” ha osservato O’Sullivan.
Ma questo modello biomedico si applica solo a una piccolissima percentuale di pazienti – dall’8% al 15%. Per tutti gli altri, la ricerca di una diagnosi specifica e di un trattamento specifico è un esercizio inutile.
O’Sullivan afferma che le evidenze confermano in modo indiscutibile la natura multidimensionale del LBP cronico aspecifico: i livelli di disabilità sono più strettamente associati ad aspetti cognitivi e comportamentali del dolore, piuttosto che ad aspetti sensoriali e biomedici.

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