RILASCIO DI MELAMINA DELLE STOVIGLIE

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L’uso di stoviglie contenenti melamina per servire sostanze molto calde come zuppe e brodi provoca un rilascio della sostanza tossica nel cibo (e quindi nell’organismo), seppure in basse dosi.
Se l’uso di questo tipo di stoviglie è costante, come nel caso degli utenti di mense e asili, l’accumulo potrebbe superare la dose massima alla quale è possibile essere esposti senza danno in base a quanto stabilito dall’Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa). Lo dimostra uno studio condotto in Cina da Chia-Fang Wu e collaboratori della Kaohsiung medical university di Taiwan. Si tratta di un studio caso-controllo effettuato su 12 soggetti (6 maschi e 6 femmine), la metà dei quali ha digiunato per 8 ore e quindi ha consumato 500 mL di zuppa di noodles calda (una tipica specialità della cucina asiatica), portata in tavola a circa 90°C in una ciotola di melamina. Dopo il pasto sono stati prelevati campioni di urina ogni due ore per 12 ore consecutive. Il secondo gruppo ha seguito lo stesso protocollo, ma ha consumato la zuppa in ciotole di porcellana. Dopo tre settimane, durante le quali nessuno dei partecipanti ha usato stoviglie di melamina, l’esperimento è stato ripetuto a gruppi invertiti. I risultati mostrano che la quantità di melamina secreta nelle urine dai soggetti che hanno mangiato nelle tazze in plastica è statisticamente superiore (di circa 6 volte) rispetto a quella misurata nei soggetti che hanno usato tazze di ceramica. Anche se la quantità di melamina rilasciata negli alimenti potrebbe essere diversa a seconda del tipo di stoviglia utilizzato, diversi studi hanno dimostrato che è tossica per i reni anche a bassissimo dosaggio. Nel 2010 l’Efsa ha infatti ridotto del 60% la quantità di melamina che può “migrare” dalle stoviglie all’organismo, anche se il controllo di questi prodotti, molti dei quali provenienti proprio dalla Cina, non è sempre agevole.

JAMA Intern Med. 2013;():1-2

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