Ortoressia

ortoressia

L’ossessione del “cibo sano” induce a scegliere alimenti apparentemente incontaminati, generando gravi mancanze nutrizionali:

Riti catartici, che permettono di affrontare e superare sensi di colpa gabbie psicologiche, condizionamenti esterni, soprattutto nella proposta pubblicitaria di modelli di solito irraggiungibili.

L’Ortoressia si affianca così a pieno titolo all’anoressia e alla bulimia, altrettanto pericolosa, produce disagi sociali, virulenti per la collettività.

L’elemento psicologico è evidente, l’ossessione di poter contrarre malattie per colpa di cibo contaminato o manipolato artificialmente, induce l’ortoressico ad adottare comportamenti gli esasperati e nevrotici con controllo sul cibo, sulle etichette, sui metodi di produzione, scartando così alimenti necessari e importanti per una nutrizione completa e bilanciata.

Quando l’approccio con il cibo diventa maniacale, turbando soprattutto le relazioni sociali, relazionali e affettive, ci troviamo in prossimità di una condizione di seria criticità.

L’ortoressico tende inevitabilmente a isolarsi, la sua rigidità condiziona i comuni rapporti sociali peggiorando inevitabilmente il benessere psicofisico aumentando il rischio di patologie gravi.

Imparare o recuperare un adeguato comportamento alimentare equilibrandolo nutrizionalmente, ha ricadute positive su tutti i fronti, sia nelle relazioni affettive e sociali, che nella condizione psichica e fisica, evitando così profonde sofferenze a se stessi e alle persone vicine.

L’Ortoressia che adesso si può definire come una vera e proprio malattia, è certamente in aumento, vero e proprio disturbo alimentare, patologia che condiziona in negativo la salute e le relazioni, con un substrato psico-sociale di alterata e disturbata immagine corporea, d’identità e di difficoltà nelle relazioni, a volte con tratti soci fobici.

Le relazioni sociali sono sostituite con l’attenzione maniacale verso il cibo, facendolo diventare parte centrale dei propri interessi, il “centro del mondo”.

Purtroppo i disturbi del comportamento alimentare sono fenomeni in marcato aumento sia nella fascia adolescenziale sia in quella adulta, le stime in Italia parlano di quasi 200.000 persone, prima causa di morte nelle giovani tra i dodici e i venticinque anni, senza contare gli innumerevoli casi sommersi, privi di sostegno perché soggetti non consapevoli e quindi scevri dal chiedere aiuto.

Inoltre tale comportamento si mimetizza facilmente nel sano e corretto stile di vita, tutto ciò sostenuto da elementi comunicativi forti, come:

Pubblicità; esaltazione di alimenti sani; diete particolarmente attraenti; ecc..

Ovviamente gli elementi più profondi affinché s’instauri un tale processo, sono di natura: biologica, psichica, familiare, culturale.

Fortunatamente non tutti i casi sono critici, infatti, alcune forme ossessive si presentano con comportamenti meno nocivi, ove prevale magari la ricerca di cibi selezionati, naturali, coerenti con filosofie alimentari in auge.

Tuttavia il mantenere tali atteggiamenti nel tempo, può, in soggetti predisposti sfociare verso disturbi socio-psicologici importanti.

La risposta a queste manifestazioni comportamentali è rivolgersi a specialisti esperti, intervenendo sugli aspetti fragili della personalità che sono la base dei sintomi.

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