alimentazione e trombosi

trombosi

Le malattie cardiovascolari da trombosi possono essere prevenute in un caso su tre, semplicemente seguendo un’alimentazione corretta, povera di sale e di grassi, e svolgendo una moderata attività fisica quotidiana.

Se tali comportamenti devono essere frutto di una scelta personale, è anche vero che possono essere favoriti dall’adozione di strategie più ampie, volte a migliorare la qualità dei cibi e a sensibilizzare sulla salubrità del movimento. Sono stati questi i temi principali di un incontro europeo organizzato dall’Associazione per la lotta alla trombosi (Alt) e dalla Fondazione italiana per il cuore, durante il quale è stato sottolineato che l’obiettivo di una vita più lunga è perseguibile, in quanto le condizioni che aumentano il rischio di infarto, ictus, embolia, trombosi arteriose o venose sono perfettamente note (ipertensione, obesità, ipercolesterolemia) e possono essere trattate. Lo dimostrano recenti analisi epidemiologiche secondo cui la riduzione di questi fattori di rischio si associa a un aumento dell’aspettativa di vita di circa 5 anni. «Da 25 anni Alt lotta per salvare almeno un terzo delle persone destinate a essere colpite da malattie cardio e cerebrovascolari da trombosi, ma l’evoluzione del nostro stile di vita non ci sta aiutando» ha affermato Lidia Rota Vender, presidente Alt. «La svolta sarà determinata solo dalla collaborazione fra i Governi che dovranno legiferare in modo da facilitare l’accesso dei cittadini a stili di vita intelligenti, le Aziende produttrici di alimentari, che potranno, se vogliono, modificare la qualità dei prodotti, e le Istituzioni, che saranno determinanti nel creare un’onda positiva di sensibilità e di scelte intelligenti».


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